Nascita

L’allattamento al seno? Come una droga

di IACOPO BERTINI *

Sangue bianco. E’ un’espressione affascinante, riportata nel Corano, per indicare il latte materno, ricco com’è di proprietà benefiche e insostituibili per il neonato. E non solo. Anche la madre, allattando al seno, sembra ne tragga giovamento. Come? Secondo uno studio recente, pubblicato sulla rivista scientifica “Journal of Neuroscience”, allattare il figlio, per la madre, avrebbe gli stessi effetti “positivi” della cocaina (sensazione provvisoria di benessere, euforia). Ovviamente, però, senza nocivi effetti collaterali.

Tutto ciò, secondo i ricercatori, supporta l’idea, a livello più generale, che la natura offra una sorta di “ricompensa cerebrale” alle madri che nutrono i propri piccoli. Perché questo? Probabilmente, questo forte stimolo ad allattare favorisce il legame madre-figlio, con tutte le conseguenze positive, fisiche e psicologiche, che ne conseguono. E tutto ciò, dal punto di vista evolutivo, costituisce sicuramente un vantaggio.

Ma, allora, perché alcune donne non allattano? In alcuni casi, la donna può avere poco latte, o non averlo per niente. Ma, c’è da dire, che spesso le condizioni “ambientali”, subito dopo il parto, non favoriscono certamente l’allattamento al seno. Le strutture ospedaliere, a volte (ma probabilmente nella maggior parte dei casi), non sono attrezzate per mettere nelle migliori condizioni possibili la donna (vedi tabella). Inoltre, le visite di parenti e amici non sempre contribuiscono a favorire un clima sereno e tranquillo. Frasi innocenti del tipo “Ma come, non hai ancora il latte?” oppure “Avrà mangiato abbastanza?” creano uno stato d’ansia e insicurezza, nella donna, che non contribuisce senz’altro all’avvio dell’allattamento.

In passato, poi, ma purtroppo in alcuni casi ancor oggi, è stata spesso sottovalutata la valenza psicologica, positiva e di benessere, del piacere di allattare. E non solo da parte della società, ma a volte anche dalla donna stessa, imbarazzata quasi nell’esternare questo suo sentimento. Espressioni del tipo “Non lo tenere troppo attaccato, sennò lo vizi” non hanno contribuito certamente a favorire un approccio sereno della madre.

Ogni giorno che passa, conosciamo sempre più in dettaglio la composizione del latte materno (ancora, però, in buona parte sconosciuta) e le implicazioni che il suo utilizzo ha sulla salute del bambino, e dell’adulto che verrà. Molti studi recenti stanno mettendo in evidenza come il tipo di alimentazione del neonato, nei primi mesi di vita, possa “programmare” il metabolismo dell’organismo per gli anni futuri. E, quindi, in parole povere, una maggiore o minore predisposizione ad andare incontro, da adulti, a diabete, obesità ed altre patologie. A questo proposito, un’osservazione è d’obbligo: il bambino “cicciottello” non deve essere considerato più sano degli altri (nonostante quello che possano pensare le nonne!).

Infine, un consiglio per le mamme che, per motivi diversi, “si tirano” il latte. Studi recenti indicano che per conservare al meglio la capacità antiossidante del latte (in pratica, la sua “integrità”), questo debba essere tenuto in frigorifero, non nel surgelatore, e consumato entro 48 ore dalla raccolta.

 

Le regole per favorire l’allattamento al seno dentro l’ospedale

(OMS/UNICEF, 1989)

 

  1. Struttura adeguata e personale sanitario in grado di promuovere tale pratica
  2. Informare le donne su teoria e pratica dell’allattamento naturale
  3. Aiutare le donne ad allattare nella prima mezz’ora dopo il parto
  4. Non dare altri liquidi o alimenti oltre il latte materno
  5. Lasciare il bambino con la madre il più possibile, anche 24 ore su 24
  6. Incoraggiare l’allattamento a richiesta
  7. Non usare ciucci o tettarelle
  8. Favorire la formazione di gruppi di sostegno all’allattamento al seno

 

* dr. in Scienze della Nutrizione Umana

dr. in Scienze e Tecnologie Erboristiche

dr di Ricerca

dr. in Scienze Biologiche

iacopobertini[at]yahoo[punto]com

 

Aggiungi commento

Codice di sicurezza
Aggiorna

Dubbi e quesiti?

Chiedi al ginecologo

Centri PMA

Centri Procreazione Medicalmente Assistita