Nascita

I disturbi in gravidanza

 

Nel corso della gravidanza è frequente accusare una serie di piccoli disturbi che possono creare disagio e inutili preoccupazioni alla donna  

In questa pagina troverai le situazioni che si manifestano con maggior frequenza accompagnate da consigli e stratagemmi per evitarli:

 

 

Nausea e vomito

Nel primo trimestre di gravidanza sono frequentissimi nausea, vomito o semplici conati di vomito, che si manifestano con maggiore intensità la mattina. Si presentano con intensità diversa da donna a donna. In alcuni casi, l’intensità della nausea o il vomito incoercibile impediscono l’alimentazione tanto da richiedere un ricovero ospedaliero per una idratazione per via endovenosa. Anche in questi casi non sono nocivi e non incidono di solito sullo sviluppo del feto. 

Per ridurre il fastidio

Bisogna prendere in considerazione un rimedio, a cui difficilmente si ricorre ma il più delle volte risulta efficace: allontanarsi il più possibile dall’ambiente familiare (leggi anche iperemesi gravidica in psicologia), passeggiare all’aria aperta, evitare di assumere cibo a colazione, pranzo e cena ma frazionare i pasti in tanti piccoli spuntini, preferendo cibi secchi o comunque graditi alla gestante, evitare gli odori fastidiosi e l’aria viziata degli ambienti chiusi. 

 

Nel caso in cui ci si accorgesse che tali rimedi sono insufficienti o di ridurre in maniera drastica l’assunzione di cibo e acqua, è bene consultare subito il medico.

 

Eccessiva produzione di saliva (ptialismo)

Anche questo è un fenomeno spesso presente nei primi tre mesi di gravidanza.

Per ridurre il fastidio

Oltre a giovarsi degli stessi rimedi utili per la nausea ed il vomito, può essere utile effettuare degli sciacqui con colluttori omeopatici.

 

Bruciori di stomaco (reflusso gastro-esofageo)

E’ frequentemente riferita dalle pazienti la sensazione di bruciore allo stomaco. Spesso dipende da una cattiva alimentazione che andrebbe subito verificata e corretta (vedi dieta in gravidanza). Può però coesistere o essere preesistente alla gravidanza una patologia deifinta reflusso gastroesofageo che comporta un percorso inverso del contenuto gastrico che anziché procedere verso l’intestino, refluisce in parte nell’esofago, verso l’alto, determinando l’infiammazione della mucosa esofagea e manifestandosi con un bruciore o un dolore, a volte anche intenso a livello dello sterno. Il fastidio si presenta più facilmente, o si accentua, quando ci si sdraia.

In gravidanza, fisiologicamente, i tempi di digestione e di svuotamento gastrico sono rallentati per cui, soprattutto nel terzo trimestre, quando l’utero arriva a comprimere lo stomaco, la sensazione di difficoltà digestiva e gli episodi di reflusso possono aumentare.

 

Per ridurre il fastidio

Evitare di assumere cibo che produca gas come i amidi, zuccheri  e  latticini. Evitare cibi grassi e fritti. Evitare la cioccolata, gli agrumi. Ridurre il consumo di pomodoro. Ridurre la quantità ad ogni pasto masticando bene.

Frazionare i pasti durante la giornata, evitare di sdraiarsi subito dopo aver mangiato; Se il disturbo persiste comunicarlo al proprio medico di fiducia. 

 

Crampi muscolari

Un altro disturbo frequentemente riferito dalle donne in gravidanza, specialmente nel terzo trimestre, sono i crampi ai polpacci, che si verificano soprattutto di notte.

Possono essere in relazione alla relativa carenza di alcuni Sali minerali, in particolare magnesio e potassio. Si accentuano d’estate, in relazione all’aumento della sudorazione. 

Per ridurre il fastidio

Massaggiare la parte dolorante.

Integrare la dieta con alimenti ricchi di potassio e magnesio (banane, legumi) e/o con prodotti a base di sali minerali (Mag2, Trocà, Magnosol). 

 

 

Dolori

Alla gestante può capitare di avvertire dolori alla schiena che saranno tanto più frequenti e precoci quanto più sono presenti condizioni favorenti: soprappeso, alterazioni della colonna come scoliosi, lordosi, cifosi ecc….

Capita più di frequente negli ultimi mesi, sia perché in questa fase della gestazione, l’aumento ponderale fisiologico ha raggiunto il suo apice, sia per un possibile eccessivo aumento ponderale che determina un aggravio di carico sulla colonna non mitigato da un adattamento progressivo (talvolta un’alimentazione fuori controllo determina un aumento ponderale di 3 – 4 chili al mese) sia per la crescita della pancia che costringe la donna ad assumere un particolare atteggiamento posturale, spostando il busto all’indietro e il bacino in avanti. 

Alle stesse condizioni si deve fare riferimento per giustificare i frequenti dolori intercostali, che spesso le gestanti attribuiscono al “bambino che spinge”

 

Un altro sintomo frequente è un dolore in corrispondenza dell’osso pubico sotto il ventre dovuto alla lieve diastasi della sinfisi pubica, cioè ad una sorta di lassità del legamento che unisce sul davanti le ossa del pube. Tale legamento al di fuori della gravidanza è molto rigido, tenace, ed impedisce qualsiasi movimento delle due ossa. In gravidanza la rigidità viene meno e sono quindi possibili piccoli movimenti delle ossa pubiche che determinano dolore.

 

 

Per ridurre il fastidio

Evitare di stare a lungo in posizione eretta, riposare in posizione sdraiata possibilmente su un fianco, su un letto rigido.

Controllare l’aumento ponderale.

Effettuare esercizi di ginnastica posturale (vedi anche esercizi in gravidanza). 

Se i dolori sono molto forti, è meglio consultare il medico.

 

 

Stitichezza

La stitichezza è molto frequente tra le donne e la gravidanza tende ad accentuare il problema nelle donne predisposte, o a renderlo palese in tutte le altre. Fisiologicamente si determina un rallentamento della peristalsi intestinale e conseguente eccessivo riassorbimento della parte liquida: la massa fecale diminuisce determinando una riduzione dello stimolo meccanico sulle pareti intestinali e le feci diventano dure con conseguente fastidio all’evacuazione e aggravio di eventuali varici emorroidarie.

 

Per ridurre il fastidio

Seguire una dieta ricca di fibre, (frutta e verdura) ed eventualmente, qualora ciò non bastasse adotare l'utilizzo di fibre liquide  a base di mucillagini (Plantalax, 1 bustina da sciogliere in un bicchiere d’acqua e da assumere durante il pasto). 

Evitare i lassativi che vengono proposti in erboristeria come "naturali", "alle erbe" perchè sono irritanti per l'intestino. 

 

Varici ed emorroidi

Molte donne sperimentano per la prima volta in gravidanza la comparsa di vene varicose agli arti inferiori. L’aumento di volume dell’utero infatti determina compressione sulle grosse vene della pelvi e ostacola il reflusso del sangue. Stessa sorte subiscono anche le vene del plesso emorroidario che si congestionano e danno frequentemente origine appunto alle emorroidi che sono ectasie varicose dolenti e sanguinanti.

Per ridurre il fastidio

Evitare la stazione eretta prolungata ed evitare di stare troppo sedute;

camminare almeno un’ora al giorno con scarpe comode.

Usare calze elastiche fino all’inguine

Sistemare un rialzo di circa due cm  sotto la struttura del letto dal lato dei piedi

 

Perdite vaginali bianche (leucorrea) 

In gravidanza è un fenomeno fisiologico, soprattutto nel terzo trimestre, ma talvolta può essere di intensità tale da determinare fastidio o preoccupazione di aver avuto una rottura del sacco amniotico.

Per ridurre il fastidio

Se alla secrezione si associa bruciore o prurito o cattivo odore con arrossamento dei genitali esterni, è bene avvisare il medico di fiducia ed eventualmente effettuare un tampone vaginale presso un laboratorio di analisi cliniche, dal momento che tali sintomi potrebbero essere determinati da infezioni batteriche, da funghi o da protozoi. 

 

Gonfiore dei piedi

negli ultimi mesi di gravidanza è normale un modesto gonfiore alle caviglie: in genere compare la sera e al mattino scompare. 

Se tale gonfiore dovesse persistere tutta la giornata o se si manifesta anche alle mani o sotto gli occhi, è importante consultare il medico.

Per ridurre il fastidio

Adottare gli stessi provvedimenti consigliati per le varici e quelli dietetici (riduzione dell’apporto di sale).  Massaggiare  piedi e caviglie la sera con movimenti dal basso verso l’alto utilizzando un gel specifico

(vedi anche esercizi in gravidanza). 

 

Stanchezza - sonnolenza

Spesso le gestanti si allarmano perché all’improvviso scoprono di essere particolarmente stanche e di avvertire una sonnolenza inusuale fino a poco tempo prima.

In realtà tutto ciò è assolutamente normale. La sonnolenza può prendere anche durante le ore diurne fino a poco tempo prima dedicate ad una piena attività lavorativa o di impegni familiari

Non bisogna preoccuparsi se non si riesce a fare quello che si faceva prima. 

Per ridurre il fastidio

Programmare con cura gli impegni durante la giornata, prevedendo momenti di riposo.

 

Insonnia

Notti insonni non sono infrequenti durante la gravidanza, ma quando l'insonnia diventa un problema costante, allora le conseguenze sulla qualità di vita della futura mamma, possono essere pesanti

Ma cosa può determiare questo stato di insonnia?

fattore emotivo.

Sicuramente l’ansia relativa al momento del parto,  i pensieri sul bambino che arriverà, le preoccupazioni sulle proprie capacità di mamma si concentrano nel momento di maggior tranquillità che concide con le ore del sonno.

E’ meglio non assumere farmaci. E’ bene piuttosto parlare con qualcuno che possa dare delle rassicurazioni
Anche l'acidità di stomaco, il caldo possono tenere sveglia la mamma durante le ore notturne. Nel caso di mesi caldi, è bene assicurarsi che la stanza da letto sia sufficientemente fresca (bisogna tener presente che le gestanti soffrono il caldo molto di più del normale); per ovviare a problemi di acidità e mal di stomaco, invece, può essere utile posizionare i cuscini in modo tale da tenere il busto e la testa inclinata a formare un angolo da 45° con il bacino

 

E’sicuramente utile non preoccuparsi del perché non si riesce a prender sonno: si entrerebbe in un circolo vizioso che non permette di addormentarsi, peggiorando così la situazione. Se dopo mezz'ora non si riesce ancora a prendere sonno è opportuno alzarsi ed andare in un'altra stanza.

Leggere, ascoltare musica può rilassare e diminuire l’ansia.

 

posizione nel letto

Una giusta posizione  può aiutare a prendere sonno:l'ideale è dormire sul fianco sinistro.

Dormire sul fianco sinistro, invece, permette al bambino di ricevere il sangue e le sostanze nutrienti in modo facilitato e permette alla mamma di far funzionare i suoi reni al meglio e riducendo anche il gonfiore degli arti.

Alimentazione

frazionare i pasti assumendo cibi leggeri, facili da digerire, specie quello serale; la sera preferire cibi che contengano calcio e sali minerali. 

Attività fisica

camminare molto e non preoccuparsi se il ritmo del sonno si altera e magari si dorme di giorno per stare sveglie di notte.

Massaggio dei piedi la sera. 

E’ meglio evitare di coinvolgere il marito e i familiari: essere stanchi in due di giorno non rende serena la vita familiare.

 

 

 

 

 

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