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Prevenzione dell’infezione neonatale da Streptococco gruppo B: linee guida

 

 

 

 

Da qualche decennio lo Streptococco di gruppo B (streptococcus agalactiae o SGB) è stato riconosciuto come uno dei maggiori responsabili delle infezioni neonatali più gravi (meningite, sepsi e polmonite).

Nei paesi occidentali tali quadri hanno un’incidenza del 1,3 – 1,9 / 1000 nati vivi con una mortalità del 5%.

Lo streptococco di gruppo B è un cocco anaerobio facoltativo, Gram-positivo, disposto in catenelle e viene di solito suddiviso in 8 sottotipi sulla base di specifici antigeni polisaccaridici della parete. E’ in genere presente a livello cervicale o vaginale nel 6 – 30% delle gestanti senza predilezione per uno specifico mese di gravidanza.

Il maggior serbatoio dello SGB è il basso tratto dell’intestino tanto che la sua presenza è doppia nelle colture rettali rispetto a quelle vaginali e in quest’ultime è più frequente nel terzo inferiore rispetto al fondo.

Lo SGB si ritrova nelle colture uretrali del 45 – 63 % dei partner delle portatrici il che ne dimostra anche un contagio sessuale.

L’infezione del neonato può verificarsi per trasmissione verticale dalla madre durante il parto o per trasmissione orizzontale (contagio nel nido da personale o altri neonati infetti o da altre fonti nella vita in comunità).

I neonati contagiati vengono colonizzati di solito dallo stesso sierotipo materno.

La trasmissione verticale del germe avviene dal 29% all’85% (media 50%) ma solo l’1 –2% dei neonati colonizzati sviluppa un’infezione precoce.

Tale percentuale aumenta però fino al 15% in presenza di alcuni fattori di rischio:

  • il parto pretermine (soprattutto < 33 settimana);
  • la rottura prematura delle membrane da > 18 ore;
  • la gravidanza gemellare;
  • la febbre in travaglio ( 38°C);
  • il basso peso alla nascita (< 2,500 Kg);
  • l’infezione neonatale da SGB in una precedente gravidanza;
  • in presenza di batteriuria da SGB nell’attuale gravidanza anche se trattata.

La virulenza del ceppo è un’altra importante determinante della malattia: il ceppo III rappresenta solo un terzo di quelli isolati nei neonati sintomatici ma è presente nell’85 % dei casi di meningite.

Non tutti gli studi concordano sull’associazione tra colonizzazione da SGB e rottura prematura delle membrane.

 

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