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DONO O CONSERVO IL SANGUE DEL FUNICOLO?

È una domanda che molte coppie si pongono prima del parto. Si chiedono se sarà utile, se il servizio è attivo nell’ospedale in cui partoriranno, quanto costa.

In generale regna molta confusione a cominciare da due concetti di fondo che spesso si sovrappongono e si confondono l’uno con l’altro:

donazione” e “conservazione”.

Gli input pubblicitari e il “sentito dire” contribuiscono a creare confusione su questo tema. La finalità di entrambe le azioni è sicuramente degna della massima attenzione perché serve ad ottenere, conservare ed eventualmente utilizzare le cellule staminali contenute nel sangue del funicolo.

Ma iniziamo a capire la differenza tra l’una e l’altra. (leggi anche, a fondo pagina, le raccomandazioni del ministero della salute)

La donazione presuppone il desiderio di donare a titolo gratuito e volontario il sangue del cordone ombelicale che, dai centri periferici di raccolta, giungerà in centri specializzati di conservazione (banche), per essere a disposizione di pazienti che dovessero aver bisogno di cellule staminali compatibili con il proprio sangue ( raccolta e conservazione allogenica; trapianto allogenico).

La conservazione a proprio uso e consumo prevede che, dietro pagamento di un costo pattuito, le cellule staminali presenti nel sangue del funicolo del proprio bambino, vengano conservate per eventuali necessità future di quel bambino e di eventuali fratelli ( raccolta e conservazione autologa; trapianto autologo )

Dunque il fine ultimo è diverso, ma l’obiettivo immediato è lo stesso: ottenere cellule staminali che potrebbero essere utili in futuro, qualora se ne presentasse la necessità.

COSA SONO LE CELLULE STAMINALI

E’ importante chiarire il significato della parola “staminale”: si dicono staminali le cellule che non sono ancora differenziate, o specializzate in una specifica funzione all’interno dell’organismo. Proprio perché non sono ancora specializzate, tali cellule possono essere utilizzate per “riparare” organi e tessuti danneggiati. Possono riprodursi in maniera illimitata, generando altre cellule staminali che a loro volta sono in grado di differenziarsi e a dar vita a tessuti e organi, come  il fegato, i muscoli, il cuore, , le ossa ecc.

Le staminali si definiscono cellule

“totipotenti”, se possono differenziarsi in qualsiasi tipo di tessuto. Al momento solo le cellule staminali derivate direttamente dall’embrione ai primi stadi di vita (cellule staminali embrionali) possiedono questa capacità

“pluripotenti” (o multipotenti), quando possono generarne solo alcuni. Ad esmpio nel midollo osseo, esistono cellule multipotenti dalle quali derivano più tipi di staminali unipotenti (quelle che danno origine ai globuli rossi e quelle per i vari tipi di globuli bianchi);

“unipotenti”, quando danno vita solo ad un tipo di tessuto. Ad esempio, sempre nel midollo osseo esistono cellule unipotenti dalle quali derivano solo globuli rossi e non globuli bianchi;

Rappresentano, dunque,  una speranza concreta di curare malattie che fino a qualche tempo fa erano considerate incurabili.

 

DOVE SI TROVANO LE CELLULE STAMINALI?

E’ possibile reperire le cellule staminali in diversi tessuti; sono presenti in tutti gli organismi e si dividono in diversi tipi cellulari, a seconda della loro capacità di dare origine a una o più linee cellulari.

 

DIFFERENZA TRA CELLULE STAMINALI FETALI, EMBRIONALI, CORDONALI ED ADULTE

Le cellule staminali fetali si ottengono da aborti. Sono in genere pluripotenti e sono deputate all’accrescimento perinatale dei tessuti. A seconda della zona da cui sono state prelevate possono dare origine solo a determinati tipi di cellule.

Le cellule staminali embrionali si trovano nell’embrione prima che si impianti sulla parete dell’utero. Nell’uomo sono presenti solo fino al 14° giorno di vita, poi si trasformano in cellule staminali multipotenti: ogni zona dell’embrione acquisisce delle informazioni che determineranno la specifica finzione d’organo e le cellule che lo compongono potranno seguire solo quella determinata strada. Sono cellule totipotenti, con alte capacità di proliferazione: proprio in virtù di ciò sono particolarmente ambite per l’impiego terapeutico contro molte patologie umane. Possono essere isolate e coltivate in vitro ottenendo, da poche decine di cellule, centinaia di milioni di staminali. Il loro utilizzo comporta la distruzione dell’embrione.

Cellule staminali sono presenti anche nell'individuo adulto.

Le cellule staminali adulte sono cellule non specializzate che si riproducono continuamente al fine di consentire un costante ricambio per cellule che via via muoiono: ad esempio cellule staminali ogni giorno generano una grandissima quantità di globuli rossi.

Le celule staminali adulte sono pluripotenti e unipotenti, Possono, cioè generare molte tipologie di cellule differenti (ad esempio cellule staminali del midollo osseo possono dar luogo in cellule epatiche, neurali, muscolari  e renali; Ma non possono generare tutti i tipi cellulari.

Fonti di cellule staminali adulte sono presenti in tutti gli organi del corpo.

 

Poichè il sangue placentare contiene cellule staminali emopoietiche è possibile utilizzare il sangue prelevato dal cordone ombelicale come fonte di staminali emopoietiche a scopo di trapianto in caso di patologie in cui sia stato danneggiato il midollo osseo.

Le cellule staminali da sangue del funicolo sono cellule in grado di dare origine agli elementi corpuscolati del sangue: globuli rossi, globuli bianchi e piastrine.

Il sangue del funicolo raccolto subito dopo il parto contiene cellule staminali con relativa immaturità immunologia, caratteristica, questa, che consente di superare, le tradizionali problematiche di compatibilità, consentendo di effettuare il trapianto anche tra soggetti non perfettamente compatibili, come invece è richiesto per le staminali adulte.

 

Recentemente, ricercatori italiani hanno dimostrato la possibilità di ottenere cellule staminali dal liquido amniotico. Questa scoperta è stata immediatamente tradotta in realtà routinaria della pratica clinica con la proposta, alle coppie, di conservare cellule staminali ottenute dal liquido amniotico prelevato in occasione di una amniocentesi, effettuata per altri motivi.

Le cellule staminali derivate da liquido amniotico consentono gli stessi impieghi delle cellule ricavate dal funicolo, dal momento che sono altrettanto vitali e, sul campo della ricerca, eliminano i problemi etici di quelle embrionali.

 

COSA SI CURA CON LE CELLULE STAMINALI?

Le patologie per le quali sono utilizzabili le cellule staminali, indipendentemente dalla sorgente (midollo, sangue periferico o sangue cordonale), al momento sono soprattutto le patologie di tipo ematologico e oncologico:

 

1) Aplasia midollare

2) Leucemie acute linfoidi e mieloidi

3) Leucemia mieloide cronica

4) Mielofibrosi con metaplasia mieloide

5) Linfomi non Hodgkin

6) Linfoma di Hodgkin

7) Leucemia linfatica cronica

8) Mielodisplasia

9) Mieloma multiplo

10) Neuroblastoma

11) Sarcoma dei tessuti molli

12) Errori congeniti:

a) Immunodeficienze primitive

b) Disordini congeniti

c) Disordini lisosomiali

d) Disordini non lisosomiali

 

COME DONARE O CONSERVARE IL SANGUE DEL FUNICOLO

 

Tornando alle possibili opzioni che si pongono di fronte alla coppia è importante sapere che

La donazione del sangue del cordone ombelicale può essere effettuata solo in alcuni centri nascita che hanno attivato il centro di raccolta;

 

al contrario la raccolta per la conservazione ad uso personale del sangue del cordone ombelicale può essere effettuata in qualsiasi centro nascita.

 

La raccolta, sia per l’una che per l’altra finalità viene effettuata dal personale medico e paramedico che assiste la donna nel corso del parto. Non comporta alcun rischio sia per la madre che per il neonato.

Nel caso di donazione, la conservazione del sangue avviene presso le banche di sangue cordonale , istituite esclusivamente all’interno di strutture pubbliche. In Italia attualmente esistono 18 banche, distribuite su tutto il territorio nazionale, coordinate a livello centrale dal Centro Nazionale Sangue in collaborazione con il Centro Nazionale Trapianti.

Nel caso della conservazione ad uso personale si utilizza il kit fornito dalle società private che forniscono il servizio di conservazione. In qualsiasi momento e senza costi aggiuntivi oltre alle spese di trasporto, la coppia  può richiedere di disporre delle cellule staminali conservate presso la sede della società.

 



NOTA INFORMATIVA DEL MINISTERO DELLA SALUTE:

 

Uso appropriato delle cellule staminali del sangue del cordone ombelicale - Elementi informativi essenziali

 

L’uso delle cellule staminali emopoietiche da cordone autologo in caso di malattie neoplastiche o genetiche non rappresenta la migliore opzione terapeutica, dal momento che, le cellule del sangue cordonale potrebbero essere già portatrici dei markers della malattia, anche se questa non è ancora evidente, con nessun beneficio, se non con danno, per il paziente.

 

Nella pratica clinica è previsto l’uso di cellule staminali emopoietiche autologhe,ma il loro uso è limitato a particolari tipi di patologie e in particolari fasi di malattia.

In questi casi la persistenza di cellule malate nel prodotto che viene reinfuso comporta il rischio di ricomparsa della malattia. In ogni caso, l’uso di cellule staminali emopoietiche prelevate dal midollo o dal sangue periferico offre maggiori garanzie in termini di quantità e qualità cellulare e di ripresa della funzione midollare dopo la chemio/radioterapia ad alte dosi.

 Il rischio stimato che un bambino possa sviluppare una patologia per la quale vi sia la necessità di effettuare un trapianto prima del 10° anno di vita varia da 1:200.000 a 1:2.700.

Questa bassa probabilità non giustifica un programma di conservazione autologa, anche perché le evidenze relative agli indici di rilascio delle unità di sangue cordonale donate dimostrano che, in caso di necessità, la probabilità di ritrovare il proprio cordone in banca è del 97-98%(l’indice di rilascio varia dal 2%al 3%).

 Non sono segnalati casi di infusione di cellule staminali emopoietiche congelate per oltre 15 anni, per cui non vi sono certezze sulla possibilità dimantenere le caratteristiche biologiche e funzionali di queste cellule per lunghi tempi di conservazione.

Negli ultimi anni, studi condotti da vari gruppi di ricercatori hanno dimostrato ulteriori  potenzialità delle cellule staminali e la possibilità di utilizzare tali cellule, sottoposte  a manipolazioni più o meno estensive, per il trattamento di alcune patologie degenerative, aprendo un ulteriore capitolo della medicina denominato “medicina rigenerativa”.

Questo tipo di attività ha come obiettivo la messa a punto di protocolli terapeutici per la ricostruzione e/o la rigenerazione di tessutimalati o danneggiati, avvalendosi dell’utilizzo di cellule staminali e/o di biomateriali.

"La scoperta che cellule staminali sono presenti nei tessuti della persona adulta, ha permesso di sviluppare terapie che utilizzano queste stesse cellule staminali, che la persona adulta “porta sempre con sé", e quindi rende inutile la conservazione ed il bancaggio delle stesse cellule, come ad esempio quelle contenute nel cordone.

In altre parole, la possibilità di utilizzare cellule staminali emopoietiche adulte, sempre a disposizione nel paziente, ne rende inutile la conservazione, ad esempio, di quelle

cordonali.

 

Aspetti etici

Vari autori, società scientifiche e comitati etici internazionali hanno espresso parere sfavorevole sulla conservazione autologa nel corso degli anni, scoraggiando l’istituzione di banche private a scopo di lucro e incoraggiando la donazione allogenica solidaristica in strutture pubbliche e la conservazione dedicata nei casi in cui l’evidenza scientifica abbia dimostrato un vantaggio.

 La conservazione autologa sovverte completamente il concetto di donazione volontaria, gratuita, anonima e consapevole, intesa come patrimonio sociale per la vita, come fondamentale elemento di consolidamento dei rapporti civili e, non ultimo, come risorsa del SSN fino ad oggi insostituibile al fine di garantire a tutti i cittadini assistiti la possibilità di fruire di determinati trattamenti terapeutici, nel rispetto dei basilari princìpi di equità e di pari opportunità di accesso.

 Inoltre, se tutte o molte delle mamme scegliessero la conservazione autologa, si assisterebbe ad una diminuzione della disponibilità delle unità di sangue cordonale donate ad uso trapiantologico allogenico e molti bambini ed adulti in attesa di un trapianto non potrebbero trarre vantaggio da tale procedura terapeutica.

 Èmolto importante evidenziare che le mamme che, liberamente, scelgono la strada della conservazione autologa quale assicurazione biologica, devono essere informate e consapevoli che, nel caso in cui il proprio figlio avesse bisogno nel corso della vita di un trapianto emopoietico, sarebbe necessario ricorrere a cellule staminali emopoietiche donate da genitori che hanno fatto una scelta diversa dalla loro.

 In conclusione, il Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali ritiene opportuno e doveroso accogliere e condividere le raccomandazioni delle società scientifiche, degli esperti nellamateria, nonché degli organismi di bioetica, che si sono espressi sull’argomento non raccomandando o scoraggiando la conservazione autologa del sangue cordonale. Ritiene, altresì, che l'attuale legislazione italiana sia coerente con questa posizione e che essa sia equilibratamente rispettosa dei diritti dei cittadini, nel primario interesse di sostenere l’accesso equo e paritetico a prestazioni sanitarie appropriate e di alto valore assistenziale.

Per quanto concerne la conservazione e l’utilizzo autologo del sangue cordonale, è garantito l’impegno a valutarne in prospettiva l’applicabilità,ma unicamente con riferimento ad evidenze scientifiche di elevata affidabilità e ad indicazioni cliniche appropriate.

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