Sesso e Salute

STERILITA' DI COPPIA: cause e diagnosi

Si definisce Sterilità di coppia l’assenza di concepimento dopo un anno di rapporti non protetti.

 

Può essere classificata come:

  • Sterilità Primaria se non si è mai verificato un concepimento
  • Sterilità Secondaria se l’incapacità d procreare compare dopo uno o più concepimenti.

 

Si definisce Infertilità l’incapacità di generare un feto vitale.

 

CAUSE INFERTILITÀ MASCHILE

Le cause principali di infertilità maschile si possono dividere in ormonali, testicolari, e post-testicolari.

Cause ormonali: una ridotta produzione di ormoni sessuali a livello testicolare può essere dovuta ad una alterazione ipotalamica o ipofisaria con riduzione di FSH e LH (Ipogonadismo ipogonadotropo), o a un deficit testicolare.

Cause testicolari: possono essere sia congenite che acquisite. Fra quelle congenite ricordiamo il criptochiridismo.

Fra le cause acquisite le principali sono il varicocele, le infezioni e le infiammazioni uro-genitali. Le cause testicolari sono la causa più frequente e riguardano circa il 60% dei maschi.

Cause post-testicolari: rientrano in questa categoria i casi di infertilità dovuti a un problema nel passaggio degli spermatozoi dal testicolo, dove vengono prodotti, all’esterno.

Questa causa di infertilità maschile riguarda il 30% degli uomini.

 

CAUSE INFERTILITÀ FEMMINILE

Le principali cause di infertilità femminile si dividono in ormonali e meccaniche.

Cause ormonali: prevedono un malfunzionamento dell’intero asse ipotalamo-ipofisi-ovaio nella regolazione e nella produzione ormonale: comprendono l’ipogonadismo ipo o ipergonadotropo, l’iperprolattinemia, l’ipo o ipertiroidismo. Cause meccaniche: derivano da un difetto nella struttura di uno degli organi riproduttivi (tube, utero, ovaio).

Altre cause di ipogonadismo ipogonadotropo femminile possono essere forti stress psico-emozionali, cali eccessivi del peso corporeo e utilizzo di alcuni farmaci o sostanze stupefacenti. In tutti questi casi si verifica un blocco a carico dell’asse ipotalamo nella produzione e nel rilascio di GnRH con conseguente alterazione della produzione e del rilascio di FSH e LH da parte dell’ipofisi.

 

DIAGNOSI DI STERILITÀ DI COPPIA

Diagnosi di sterilità maschile

Una corretta diagnosi di sterilità maschile prevede un’accurata ed approfondita anamnesi, uno scrupoloso esame obiettivo e l’esecuzione di specifici esami di laboratorio e strumentali.

Le principali indagini diagnostiche in campo maschile prevedono l’esecuzione di

  • spermiogramma e spermiocultura, ovvero la valutazione di numero, motilità e morfologia degli spermatozoi e l’identificazione della presenza di eventuali germi patogeni in grado di alterare queste caratteristiche.

Altri test specifici che si possono eseguire sono:

  • Test di capacitazione: meglio definito processamento del liquido seminale, serve a valutare se il liquido seminale è idoneo all’inseminazione intrauterina oppure alla ICSI; è un trattamento che viene effettuato sul liquido seminale con lo scopo di selezionare un campione contenente un’alta percentuale di spermatozoi morfologicamente normali e mobili, privi di detriti e spermatozoi morti
  • Analisi della frammentazione del DNA: permette di evidenziare tramite la tecnica Tunel la presenza di rotture del materiale genetico contenuto all’interno dello spermatozoo; maggiore è il numero di frammentazioni riscontrate e minore è la probabilità di riuscire a concepire sia  spontaneamente che con le tecniche di riproduzione assistita.
  • Ecografia e Doppler scrotale: permette di evidenziare la struttura dei testicoli ed eventuali anomalie; il doppler è importante perché consente di individuare un eventuale varicocele e di verificarne l’entità.
  • Biopsia testicolare: si esegue soprattutto nel caso in cui dallo spermiogramma risulti una azoospermia, per verificare se questa sia dovuta ad una ostruzione delle vie spermatiche.

 

Diagnosi di sterilità femminile

 

Una corretta diagnosi di sterilità femminile prevede:

  • Monitoraggio dell’ovulazione: controllo ecografico transvaginale seriato (si eseguono diverse ecografie a giorni alterni in periodo ovulatorio per verificare l’avvenuta ovulazione); si possono utilizzare i test per l’ovulazione, in grado di rilevare nelle urine il picco di LH che precede il picco ovulatorio.

 

  • Isterosalpingografia: è un esame radiologico dell’utero e delle tube necessario per verificare la pervietà delle vie genitali, la loro morfologia e l’eventuale presenza di lesioni patologiche; si esegue preferibilmente nella prima parte del ciclo (dal termine del ciclo mestruale fino al 14° giorno circa, con assoluta certezza di non gravidanza), perché in questa fase la cervice uterina è più morbida e l’esame risulta di più facile esecuzione.

 

  • Isterosonografia: prevede l’inserimento in cavità uterina, attraverso un catetere, di una piccola quantità di soluzione fisiologica e contestualmente l’esecuzione di una ecografia pelvica in grado di evidenziare l’avvenuto passaggio della soluzione fisiologica attraverso le tube in cavità addominale,valutando così la loro pervietà.

 

  • Isteroscopia: è una tecnica endoscopica diagnostico-terapeutica che permette di visualizzare la vagina, il collo dell’utero, il canale cervicale, la cavità uterina e gli orifizi tubarici; l’isteroscopia diagnostica è un esame ambulatoriale poco invasivo e di breve durata, mentre l’isteroscopia operativa viene utilizzata per rimuovere neoformazioni endouterine e si esegue con intervento in sedazione anestesiologica.

 

  • Laparoscopia: è un esame endoscopico che consente la visualizzazione di tutti gli organi pelvici e dei loro rapporti anatomici. Prevede l’introduzione a livello ombelicale di una sonda a fibre ottiche collegata ad un monitor.

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