Ginecologia

microcolposcopia


Dr. Carmelo Parisi

 

L'esame

Parametri cellulari

Le indicazioni

Le controindicazioni

Limiti

Dove e quando si svolge l'esame

La microcolposcopia è una metodica ideata da Hamou che impiega criteri diagnostici di tipo microscopico.

Consiste in un'osservazione microscopica cellulare in vivo, grazie alla quale è possibile studiare gli epiteli di rivestimento, soffermandosi soprattutto sulla zona di trasformazione che rappresenta l'area di passaggio dall'epitelio pluristratificato dell'esocervice a quello monostratificato cilindrico dell'endocervice. La zona di trasformazione costituisce appunto, con la sua giunzione squamo-colonnare, un'area importantissima da studiare in quanto è proprio a questo livello che insorgono le prime alterazioni cellulari che possono sfociare poi nella CIN.

 

Il microcolposcopio consente l’osservazione del canale cervicale e questa si rivela particolarmente utile soprattutto in presenza di processi displastici al fine di poter localizzare il margine craniale della lesione e ottenere quindi una sua corretta mappa topografica eso-endocervicale.

 

Lo strumento utilizzato è il microcolpoisteroscopio di Hamou (tipo1) costituito da un endoscopio rigido del diametro di 4.5 mm. Mediante l’ottica, all’interno della quale vi è un complesso sistema di lenti, è possibile ottenere una visione fino a 150 ingrandimenti. Vi sono 2 oculari, uno diretto che consente la visione da o a 60 X, l’altro disassato attraverso cui è possibile ottenere un ingrandimento variabile da 20 a 150 X. Un nottolino mobile consente di deviare la visione da un oculare all’altro.

 

L’altro strumento utilizzabile è l’Hamou 2, che ha un unico oculare e consente la visione fino ad 80 ingrandimenti.

 

La metodica prevede l’impiego di coloranti vitali rappresentati dal blu di Waterman e dalla Soluzione di Lugol al 2-3%, talvolta dal blu di toluidina al 3 %.

 

Il blu di Watermann è un colorante vitale atossico, che mostra particolare affinità per l’epitelio squamoso e metaplastico a differenti gradi di maturazione, mentre non colora l’epitelio cilindrico che appare come un’area otticamente vuota.

 

I parametri cellulari che si possono valutare microcolposcopicamente e su cui si basa la diagnosi sono rappresentati dall'addensamento nucleare, dal rapporto nucleo-citoplasmatico, dalla morfologia e dal volume dei nuclei, dalla plurinuclearità e dalla vacuolizzazione citoplasmatica.

 

Una delle principali indicazionidelle tecniche di valutazione del canale cervicale è costituita dallo studio delle neoplasie cervicali non invasive (SIL), consentendo di osservare l'estensione all'interno del canale cervicale, la distanza del margine craniale dall'orifizio uterino esterno e in ultima analisi ottenere quindi la topografia completa eso-endocervicale della lesione. All’esame colposcopico infatti la giunzione squamocolonnare non è apprezzabile in maniera direttamente proporzionale alla severità della lesione stessa: 5-10% nelle lesioni di basso grado, 15-30% nelle lesioni di alto grado, 70% nelle lesioni microinvasive. E' questo sicuramente un fattore molto importante, soprattutto nell'ottica di una terapia escissionale il più conservativa possibile, che deve avere però come presupposto, per ridurre poi il rischio di recidive, l'esatta topografia della lesione.

 

L'esame trova indicazione anche nei casi in cui la colposcopia non sia riuscita ad evidenziare la giunzione squamo-colonnare perché questa risale nel canale, evento che può interessare anche il 20 % delle donne in età fertile e sicuramente ancor di più in postmenopausa. L'indagine può trovare inoltre impiego in casi con citologia sospetta che non trova conferma all'esame colposcopico ed in casi con citologia AGUS e ASCUS. E' sicuramente indicata nei casi di infezione da HPV, discheratosi, sorveglianza post-conizzazione.

 

Per quel che riguarda le controindicazioni all'esame non esiste nessuna controindicazione assoluta all'effettuazione di un'indagine microcolposcopica. Una controindicazione relativa è rappresentata dai casi di stenosi serrata dell'orifizio uterino esterno tale da non permettere il passaggio dell'isteroscopio nel canale cervicale.

 

I limiti dell’esame sono essenzialmente rappresentati dalla presenza di cheratosi superficiale, in quanto uno spesso strato superficiale di cellule cornee anucleate impedisce la valutazione morfologica degli elementi cellulari sottostanti, e dall’interessamento intraghiandolare della displasia , condizione non diagnosticabile mediante tale tecnica che non è in grado di valutare gli sfondati ghiandolari.

 

L'esame si può eseguire in qualsiasi fase del ciclo, anche se è preferibile eseguirlo in fase periovulatoria in quanto l'orifizio uterino esterno è beante ed il muco cervicale è limpido. In donne in postmenopausa è talvolta utile effettuare l'esame dopo aver prescritto una terapia topica eutrofica con estrogeni per almeno una settimana, in quanto l'epitelio distrofico costituito da una o due assise cellulari risulta facilmente distaccabile in seguito al minimo seppur lieve traumatismo.

 

Se si utilizza come colorante vitale il blu di toluidina al 3% l'esame può essere effettuato subito dopo l'esame colposcopico, mentre se si utilizza l'associazione blu di Waterman- Lugol tale successione non è possibile ma deve intercorrere qualche ora dall'applicazione dell'acido acetico.

 

 

Dr. Carmelo Parisi

Dirigente Medico I Livello

UOC Ginecologia Ospedale S. Giovanni - Roma

www.carmeloparisi.it

 

 

 

 

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