Ginecologia

Incontinenza urinaria: La vescica iperattiva

 

La vescica iperattiva è caratterizzata da un insieme di sintomi:

- l’aumento della frequenza minzionale sia diurna che notturna, la necessita', cioè, di urinare spesso.

- l’urgenza, cioè il desiderio impellente di dover urinare e di non poter differire l’atto minzionale. Questo rappresenta il sintomo piu' fastidioso che arriva talvolta ad alterare, peggiorandola, la qualità di vita della donna, ed e' il sintomo che da il nome a questo particolare tipo di incontinenza urinaria: "urge incontinence" o "incontinenza da urgenza".

- Il terzo sintomo, non sempre presente, è l’incontinenza urinaria, quando cioè la donna ha perdite involontarie di urine accompagnate o immediatamente precedute dalla sensazione dell’urgenza minzionale.

Il sintomo riferito in prima istanza è, in genere, la frequenza delle minzioni perché è quello che la donna riesce a valutare e quantificare meglio, riferendo che è costretta ad andare al bagno 10-15 volte durante il giorno e ad alzarsi 4-5 volte di notte.

Numerosi studi epidemiologici nel mondo hanno rilevato una percentuale molto alta di incontinenza urinaria da urgenza interessando il 16-17 % della popolazione con età superiore a 40 anni, ma il dato più sconcertante è che solo una piccolissima parte delle persone affette si rivolge al proprio medico curante ed ancor meno allo specialista; motivi per cui tale sindrome resta misconosciuta, poco svelata, non ben comprensibile.

Alcuni pazienti hanno dichiarato che tale esitazione risieda nel fatto di non pensare che sia una patologia, altri sono imbarazzati ad esprimerne i sintomi, altri pensano ad una condizione (minzioni più frequenti ) che con l’avanzare dell’età sia fisiologica ed altri ancora, non credono che esistano terapie o che esse siano efficaci.

Occorre pensare che tale sindrome è altrettanto frequente al pari di altre patologie croniche come ad esempio il diabete, l’artrosi, l’ipertensione o le cardiopatie per le quali il paziente va spesso dal suo medico curante ma che non risultano altrettanto peggiorative per la qualità della loro vita.

La qualità di vita delle persone affetta da vescica iperattiva peggiora in maniera significativa perché l’urgenza minzionale, cioè il desiderio di urinare che si presenta in modo impellente, è tale da non poter essere rinviato ad altro momento, causando l’interruzione o almeno la limitazione delle attività quotidiane sia lavorative che non o l’interruzione del sonno, con la conseguente induzione di stati di irritabilità.

Laddove si associ incontinenza urinaria può insorgere sensazione d’imbarazzo fino alla perdita dell’autostima e a cadere in depressione, inducendo la persona ad isolarsi rifiutando una vita di relazione per il timore di non controllare la propria vescica e per il cattivo odore d’urina.

Con un tale stato d’animo il paziente tenderà anche a cambiare il proprio comportamento per cui, se deve uscire di casa, mapperà tutte le toilette che troverà sul suo percorso, oppure tenderà ad uscire sempre meno, limiterà l’introduzione di liquidi, ridurrà la sua attività sessuale, si munirà di pannolini e di vestiti di ricambio, ma non né parlerà mai con nessuno perché è troppo imbarazzato a parlarne.

Solo una piccola parte di pazienti affetti da vescica iperattiva si presenta spontaneamente dal medico e di questi solo pochi eseguono la terapia.

Sta a noi medici, ginecologi ed urologi in particolare, indagare con un’accurata anamnesi su questi sintomi urinari che molti pazienti nascondono o che non ritengono tali perché considerati legati all’età e ad indirizzarli verso tutte le terapie oggi disponibili.

Tra esse dapprima s’inizia con la terapia comportamentale per modificare alcuni stili di vita o diete errate, per poi effettuare il bladder training per la rieducazione mentale della persona con vescica iperattiva a riappropriarsi dell’atto minzionale.

Se necessario, successivamente si prescrive la terapia farmacologica, con molecole sempre più selettive ma con minori effetti collaterali e solo nei casi più gravi terapie più invasive non chirurgiche.

dr.ssa Antonietta Giuliani specialista in ostetricia e ginecologia

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